martedì 16 marzo 2010

una nevicata mi ha ispirato questi versi


Dodici Febbraio



Il mio giardino che gia sentiva la forza del verno piu volte
Sferzato dal gelido vento,quel mattin di febbraio da candido manto era coverto!
E il vecchio ciliegio gia’ piegava,le rugose fronde al peso del nuovo evento,il viale ove io solevo camminar ,era dal ghiaccio preso,e non piu foglia secca ma solo un incantevole silenzio.
Or tutto tace non s’udiva il pigolar di merli fuggitivi,ma solo cielo grigio e neve a larghe falde,su ogni creatura del mio orto.
Quello stesso giardin che io conosco da che fui in fasce,m’era novo nel suo aspetto.
Tutto mutato in quel brevissimo tempo,non riconoscevo il vecchio pozzo,la vasca dei rossi pesci,l’arancio odoroso,la verdeggiante siepe.
Mi rimembro di un tempo che fu di un gelido inverno che carezzava la fanciullezza mia e di neve fosti coverto.
C’era il padre mio in quel gennaio del secol morto
E posso ancor udir la sua voce se un poco sono assorto.
Vidi la neve con altri occhi quelli d’un fanciullo!
Ma tutto è breve tutto viene e va,e presto i raggi di febbraio scioglieranno questo breve manto.Tornera’ con le sue fronde al vento il ciliegio,e l’arancio dara’ i suoi fiori,riconoscero’ i luoghi di sempre che per breve furon sotto altra bianca veste.

Corrado cioci per la nevicata in velletri
Del venerdi 12 febbraio 2010

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