
Sul balcone
Ti raggiunsi li sul tetto
Ove t’eri gia al sol rivolto, ed io
Condivisi il tuo talento.
Nel veder quel ciel senza piu nubi ne gelo
La luce della sempieterna fiamma avea l’aere rischiarato,
confortandoci coi suoi raggi.
vedemmo i brulli monti e la foschia dissipata,
avea tanto rischiarato l’infinito ove l’occhio scorgea,
che potei veder il mar qual miraggio ,che esultai,
e miravo i conosciuti luoghi tra il certo e l’incerto.
Ricordi?i mandorli in fiore ,la bellide perenne,
l’aroma dell’arancio con i suoi nettiferi fiori e il ronzar d’intorno,
rotto da un cinguettio d’un passerotto or ora nato.
E li’ si perdea il pensier mio tra mille sospiri!
Brillavi!come seta d’oriente,e nei tuo occhi mi perdevo
Come nel verde di praterie infinite,mentre un vento ti scompigliava,
come avrei voluto leggere i tuoi pensieri.
Cosi passammo le ore di quel mite pomeriggio
Che annunziava pasqua.
Che sara’ di noi?
Potremmo ancora goder di questi istanti,
che fuggono come polvere nel vento?
Non siamo anche noi granelli che ci perderemo
Facilmente nel nulla?
Ci saranno un di’ altri che
Guarderanno lontano nell’orizzonte!
Tempo in cui noi sarem gia
Lontani,nel passato.
Quanto sei fugace tempo!
Che dai il certo di
Per uno incerto.
Tanto che mai siam sicuri di riveder
Il sol quando s’acomiata,nel troneggiar della notte.
Ma vieni qui ,mio caro amico
Cerchiamo di veder lontano fino a quando il tramonto
Non ci togliera la vista e il freddo della sera l’amor di questa pace.
Ti vedo seduto nel mio ricordo,ma quel giorno
Non eri solo un gatto,ancor piu il piccolo re di quel mondo.

